Stomia e benessere: alimentazione ed idratazione. Come aiutare a vivere meglio
A cura di Giovanni Sicurello, stomaterapista dell’Ospedale di Vimercate
La riabilitazione nutrizionale rappresenta un aspetto fondamentale nel percorso di una persona stomizzata, sia che questa abbia una colostomia o un’ileostomia.
Infatti, vivere con una stomia significa anche imparare a gestirla al meglio per poter raggiungere una buona qualità, cercando di limitare eventuali inconvenienti. Per fare ciò è necessario che la persona stomizzata comprenda l’impatto che l’alimentazione e l’idratazione possono avere sugli effluenti e sul proprio stile di vita.
Raccomandazioni generali per un portatore di stomia
Come ben sappiamo, ogni individuo è diverso dall’altro e, anche in questo caso, ogni corpo reagisce in modo differente all’assunzione dei vari alimenti; quindi, è importante conoscere le proprie abitudini alimentari e soprattutto le possibili reazioni successive, come frequenza e consistenza delle evacuazioni e/o la formazione dei gas intestinali.
Qui sono riportate alcune indicazioni utili per gestire al meglio la stomia:
- consumare possibilmente i pasti a orari regolari, masticando lentamente ed accuratamente ogni boccone;
- suddividere l’alimentazione giornaliera in 3 pasti principali e 2/3 spuntini;
- limitare il pasto serale per ridurre le evacuazioni notturne;
- tornare a una dieta varia ed equilibrata, cercando di capire le restrizioni inutili: introdurre, quindi, gli alimenti nuovi uno alla volta e a piccole dosi, per valutarne la tolleranza da parte dell’organismo;
- preferire cotture semplici, come al vapore o al forno, e aggiungere olio d’oliva a crudo;
- evitare alimenti che potrebbero ostruire la stomia, come bucce di frutta, semi, popcorn, olive nere e funghi secchi;
- non preoccuparsi se le feci dovessero avere un colore differente dopo aver assunto determinati alimenti come barbabietole o broccoli;
- mantenere quanto più possibile costante il peso corporeo, poiché eventuali variazioni potrebbero incidere sul funzionamento della stomia.
Effetti degli alimenti sulla flora intestinale
Gli alimenti possono rallentare o accelerare il transito intestinale, aumentare o ridurre la formazione di gas ed odori e modificare la consistenza delle feci. Di seguito alcuni esempi:
- pane, pasta, carote, riso, carni bianche, patate, banane e mele tendono a rallentare la motilità intestinale;
- alcolici, bevande gassate, latte intero, formaggi grassi, dolci, cibi fritti, frutta e verdura accelerano la motilità intestinale;
- aglio, cipolla, uova, legumi e spezie piccanti aumentano odori sgradevoli;
- succo di mirtilli, yogurt e prezzemolo riducono odori sgradevoli;
- cereali poco cotti, legumi, cavoli, bevande gassate, gomme da masticare, dolcificanti artificiali aumentano gas intestinali;
- Cibi grassi, popcorn, agrumi, specie ed alcol irritano la mucosa intestinale;
- fritture, formaggi stagionati, bibite gassate, caffè e dolci elaborati sono alimenti che riducono la densità delle feci;
- purea di mele, banane mature, riso, pasta, carne bianca e pesce magro aumentano la densità delle feci.
Inoltre, a seconda di dove è stata confezionata la stomia, cambia anche il tipo di alimentazione.
Alimentazione specifica in caso di colostomia sinistra
In questo caso, il colon riesce a riassorbire quasi completamente l’acqua, normalizzando le feci in pochi giorni. Per questa condizione si consiglia di:
- riprendere gradualmente una dieta varia senza escludere gruppi alimentari specifici;
- incrementare l’assunzione di fibre tramite frutta e verdura per prevenire la stipsi;
- assumere almeno 1,5/2 litri di liquidi al giorno per prevenire la disidratazione;
- utilizzare la tabella per assumere gli alimenti corretti per controllare gas ed odori;
- in caso di stipsi, aumentare fibre e liquidi; in caso di dissenteria, invece, fibre e grassi.
Alimentazione specifica in caso di ileostomia e colostomia destra
Al contrario della precedente, questa condizione comporta una significativa perdita di acqua e sali minerali attraverso feci liquide; pertanto, si raccomanda di:
- andare da specialisti per avere un trattamento nutrizionale personalizzato;
- assumere più di 2/2,5 litri di liquidi al giorno: acqua, centrifugati e bevande isotoniche preferibilmente lontane dai pasti;
- evitare succhi zuccherati, bevande gassate ed alcolici;
- moderare l’assunzione di caffè.
Inoltre, l’alimentazione deve essere a basso contenuto di scorie, con alimenti facilmente digeribili ed evitando latticini se si dovesse manifestare un’intolleranza temporanea al lattosio.
Tabella di reintroduzione degli Alimenti
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Categoria |
Alimenti da preferire |
Alimenti da testare |
Alimenti da assumere con moderazione e dopo confronto con il proprio operatore sanitario di fiducia |
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VERDURA |
Centrifugati, patate, carote, zucchine cotte |
Verdure in piccole porzioni |
Crocifere, peperoni, sedano, carciofi |
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FRUTTA |
Centrifugati, mele grattugiate, banane mature |
Frutta matura senza buccia e semi |
Frutta secca, essiccata, con buccia o semi |
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CEREALI |
Pasta, riso, pane comune, cracker |
Cereali integrali e in chicco |
Popcorn, mais dolce |
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LATTE E DERIVATI |
Parmigiano, yogurt magro |
Latte e formaggi freschi se tollerati |
Gelati, formaggi grassi |
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LEGUMI |
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Tutti i legumi |
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CARNE, PESCE, UOVA |
Carni magre, pesce magro, affettati magri, uova semplici |
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Carni grasse, affumicate, pesce fritto, crostacei |
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BEVANDE |
Acqua, tè deteinato, tisane |
Caffè leggero, tè in modesta quantità |
Bevande gassate, alcolici, bevande light |
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ALTRO |
Sale, erbe aromatiche, succo di limone |
Miele, marmellate |
Cioccolato, snack fritti, spezie piccanti |
C’è da tenere in considerazione che la reintroduzione degli alimenti da testare deve avvenire gradualmente, monitorando la tolleranza individuale.
In conclusione, si può quindi affermare che un’adeguata alimentazione e una corretta idratazione sono elementi indispensabili per la gestione della stomia, per il benessere e per una qualità della vita migliore per la persona stomizzata.
La conoscenza delle caratteristiche dei vari alimenti e dei loro effetti sul funzionamento intestinale permettono di personalizzare la dieta, cercando di prevenire possibili complicanze e facilitando l’adattamento alla nuova condizione in cui si ritrova improvvisamente la persona.
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