Stomia e sessualità
Vivere con la stomia non significa rinunciare ad una vita di coppia appagante: ce ne parlano Wilmer Lagos, stomaterapista e Paola Cipolla, infermiera esperta in stomaterapia, dell’Ospedale Humanitas di Rozzano
Affrontare un intervento chirurgico che comporta il confezionamento di una stomia (entero o urostomia) rappresenta un cambiamento profondo nella vita quotidiana di una persona. Uno degli effetti più significativi è legato alla modifica dell’immagine corporea di sé. Come recentemente affermato da Pier Raffaele Spena, presidente della FAIS (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati) in un’intervista: “[…] Spesso, la stomia può portare a sentirsi "diversi" o "speciali" a causa delle sfide fisiche ed emotive che comporta. Tuttavia, è fondamentale ricordare che la normalità è un diritto e un obiettivo raggiungibile. La stomia non definisce chi sei, ma è solo una parte della tua storia. Riconoscersi come "normali" permette di superare le barriere emotive e sociali che possono derivare dalla stomia. Sentirsi parte della comunità, essere accettati per ciò che si è, senza etichette o pregiudizi, è fondamentale per una vita piena e soddisfacente. Voler essere "speciali" può involontariamente creare distanza dagli altri, alimentando un senso di isolamento e incomprensione. La normalità, invece, favorisce l'inclusione, l'empatia e la costruzione di relazioni autentiche”.
La sfida che affrontiamo quotidianamente nell’ambulatorio di stomaterapia è proprio quella di far sentire ogni paziente stomizzato una persona normale, capace di divertirsi, andare al mare, a fare trekking, sulle montagne russe e, anche, di mantenere una vita sessuale soddisfacente. Subito dopo il confezionamento di una stomia il paziente viene travolto da innumerevoli emozioni, molte delle quali possono essere negative come vergogna, repulsione, insicurezza e portare a sentirsi meno desiderabili e di conseguenza ad un calo del desiderio sessuale.
Alcuni partner possono manifestare paura o imbarazzo nell’approcciarsi alla nuova condizione, soprattutto se non adeguatamente informati. Altri invece diventano “più protettivi”, ma questa accortezza può essere vissuta come una forma di distanza emotiva o di infantilizzazione da chi ha subito l’intervento. Uno studio su 52 pazienti con colostomia o ileostomia permanente ha rilevato deterioramento dell’immagine corporea, autostima e funzione sessuale rispetto a un gruppo di controllo sano[1],[2].
Le donne riportano maggiori difficoltà: anorgasmia e disfunzioni legate alla soddisfazione sessuale, mentre nei maschi sono emersi problemi in comunicazione, tatto e frequenza. L’impotenza maschile tende lentamente a migliorare col tempo.
Secondo uno studio pubblicato su infermiereonline.org [3] su 31 pazienti con stomia intestinale:
· Il 64% non ha mai parlato di sessualità prima o dopo l’intervento, ma il 60% avrebbe voluto farlo.
· Il 68% ha sperimentato cambiamenti nella sessualità: vergogna di mostrare la sacca (61%), paura di odori o rumori.
I sintomi possono includere riduzione della libido, disfunzioni erettili, calo della lubrificazione, dispareunia. Rappresentano un impatto significativo sull’immagine di sé e sulla relazione di coppia.
Le linee guida AIOSS (2023) [4] sottolineano l’importanza di: supporto educativo, emotivo e riabilitativo per pazienti e famiglia.
Conclusioni
Si evidenzia l’importanza di assistere il paziente stomizzato con:
· counseling pre/post-operatorio, fornendo informazioni sulla gestione della stomia durante l’intimità e dove necessario fornire supporto psicologico;
· interventi fisici, come ad esempio utilizzo di sacche opache, di cinture addominali/fasce coprenti contenitive, svuotamento del dispositivo prima del rapporto;
· supporto medico e/o psicologico: CBT (terapia cognitivo comportamentale), estrogeni, terapia del pavimento pelvico, dispositivi per la disfunzione erettile;
· coinvolgimento del partner attraverso dialogo aperto, educazione congiunta, comunicazione rassicurante suggerita da testimonianze.
In futuro vorremo strutturare un percorso assistenziale mirato, attraverso l’aiuto e il supporto di figure specialistiche, in modo da rilevare, analizzare e risolvere le difficoltà inerenti all’attività sessuale e l’intimità manifestate da ogni paziente.
[1] https://thesis.unipd.it/handle/20.500.12608/38986?utm_source=chatgpt.com "Sessualità e stomia: il ruolo dell’infermiere nella presa in carico della persona portatrice di enterostomia."
[2] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18066721/?utm_source=chatgpt.com
[3] https://www.infermiereonline.org/2011/12/13/la-sessualita-del-paziente-stomizzato-analisi-del-suo-vissuto/?utm_source=chatgpt.com "La sessualità del paziente stomizzato: analisi del suo vissuto - FNOPI L'infermiere"
[4] https://www.aioss.it/linee-guida-sulla-gestione-del-paziente-adulto-con-stoma-enterale-o-urinario/?utm_source=chatgpt.com "Linee guida sulla gestione del paziente adulto con stoma enterale o urinario"
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