L’impiego del sistema due pezzi nella gestione delle enterostomie laterali
;
A cura di Tomas Ghezzi, stomaterapista dell’Ospedale Città di Castello di Perugia
Le enterostomie costituiscono il risultato di complessi interventi chirurgici aventi come esito finale la realizzazione di deviazioni intestinali, praticati in risposta a numerose ed eterogenee situazioni cliniche. Tutte le stomie intestinali hanno in comune l’obiettivo di deviare all’esterno il regolare transito digestivo.
L’abboccamento alla cute della parete addominale di una porzione di intestino comporta il confezionamento di diverse tipologie di stomie, le quali prendono il generico nome di ileostomie (intestino tenue) e colostomie (intestino crasso). Sotto un nome apparentemente semplice ed una facilitazione minimale della classificazione macrotopografica, si cela però un’estrema variabilità di situazioni, caratterizzate ciascuna da specifiche peculiari esigenze e comportamenti.
L’abboccamento alla cute di un tratto intestinale, se pur con l’adozione di accorgimenti tecnici che si differenziano in modo distintivo dal segmento interessato, può essere, a seconda dei casi, terminale o laterale. Le enterostomie terminali, tipicamente definitive, comportano nella loro realizzazione chirurgica una sezione trasversale completa del viscere, determinando una conformazione cilindrica uniforme dello stoma.
Nelle stomie laterali, invece, il viscere viene esteriorizzato nella sua porzione di parete laterale senza essere interamente amputato. Tale caratteristica rappresentativa ne attribuisce la definizione anglosassone di “loop enterostomy” altresì accettata anche come doppia canna o a canna di fucile.
Alla luce di quanto affermato pare evidente come queste tipologie di stomie risultino meno impattanti sul piano demolitivo; pertanto, comunemente utilizzate nelle circostanze per le quali è richiesta una temporanea deviazione degli effluenti corporei a salvaguardia dal tratto intestinale a valle. D’altro canto, però la loro realizzazione comporta una forma disomogenea dello stoma, a cono rovesciato, caratterizzato da un diametro maggiore nella sua porzione distale rispetto al calibro del moncone viscerale alla base sul piano cutaneo.
La struttura morfologica, metaforicamente associabile all’aspetto di un fungo o di un cono gelato, implica complessità ed esigenze gestionali del tutto peculiari. Inoltre, nelle fasi iniziali che seguono il confezionamento della stomia è previsto il posizionamento di una bacchetta di plastica (baguette) a ponte sotto l’ansa esteriorizzata per evitarne la ricaduta in addome (8/10 giorni), esponendo anch’essa a ulteriori difficoltà gestionali. Tali caratteristiche richiedono dunque un regolare follow-up (visite di controllo) e specifici interventi preventivi atti ad evitare la manifestazione di eventi sfavorevoli.
La letteratura evidenzia ampiamente la centralità dell’educazione terapeutica come strategia utile nel ridurre l’insorgenza di complicanze. La consulenza con lo stomaterapista orientata alla scelta consapevole e mirata del miglior dispositivo rappresenta un elemento cardine per l’efficacia delle cure. Uno dei principi guida dello stomacare è quello di garantire e preservare l’integrità del complesso stomale.
Pertanto, la scelta del dispositivo deve inevitabilmente ricadere su dispositivi che offrano sicurezza, protezione e comfort, ma anche discrezione, resistenza e facilità d’uso. La personalizzazione delle cure e con essa l’adattabilità alle caratteristiche anatomiche individuali sono elementi fondamentali per promuovere l’autonomia e migliorare la qualità di vita delle persone stomizzate.
I dispositivi a due pezzi possono rappresentare una soluzione per l’apparecchiatura delle enterostomie laterali. La separazione tra la barriera cutanea (placca) e sistema di raccolta (sacca) facilita le operazioni di posizionamento e sostituzione del dispositivo, consente un accesso diretto allo stoma e un monitoraggio agevole e atraumatico della zona peristomale.
Per questa tipologia di dispositivi, sono disponibili le placche modellabili che offrono contemporaneamente praticità, adattabilità e protezione. Il razionale che guida tale indicazione risiede nella difficoltà correlata alla corretta preparazione della placca, imputabile alla forma asimmetrica dello stoma, circostanza che espone a rischi erosivi, lesioni, infiltrazioni, distacchi accidentali che possono condurre a complicanze severe come ulcerazioni e distacco della giunzione muco-cutanea.
Le placche modellabili costituiscono degli innovativi dispositivi capaci di conformarsi allo stoma senza richiedere l’uso delle forbici, ma semplicemente arrotolando manualmente l’adesivo della placca con le dita, agevolando inoltre la gestione quotidiana, in caso di scarsa manualità. Le placche modellabili consentono di adattare il foro centrale alle dimensioni della stomia.
Una volta applicata la barriera cutanea, l’adesivo modellabile tende a “tornare indietro”, fino ad “abbracciare” i contorni della stomia, proteggendo così la cute. In questo modo non si creano spazi vuoti tra l’adesivo e la stomia, che sono la causa primaria di infiltrazioni.
AP-80394-ITA-ITA-v1
Blog